Lunghezza mt. 2120. Tempo di percorrenza 55 minuti circa.

Il sentiero inizia accanto alla Chiesa di Liedolo, proseguendo verso nord. Il bosco ci accoglie subito con macchie di Roverelle, Carpino nero, Ornielli ed Ontano Italico. Un sentiero ricchissimo di fiori che ci appaiono nel sottobosco e nei prati splendenti e colorati come gioielli di luce del mantello di un re. Molte le orchidee selvatiche accanto ad Epimedio, Felci, Ciclamini, Campanule, Garofanini odorosi e tantissime altre essenze erbacee, arbustive ed arboree.

La linea della sommità della collina si interseca a più riprese con i camminamenti e le gallerie scavate nella prima guerra mondiale dai militari dell'esercito italiano. si passa sotto pini neri e pini silvestri fino a raggiungere, verso occidente, il confine tra la provincia di Treviso e quella di Vicenza.

Il paesaggio verso Bassano, i Colli Berici, i Colli Euganei e la pianura veneta è semplicemente stupendo e, lasciando l'ultima area di sosta tra i Cipressi, costeggiando l'oliveto e poi l'ex roccolo a Carpini bianchi e neri, ritorniamo verso la Chiesa.

Sull'ultimo prato, tra i più preziosi dell'intera pedemontana, verso giugno, ci accoglie un divenire di fioriture di Giglio rosso, varie specie di orchidee, Regina dei Prati, Globularia, Bocca di Lupo , Garofano dei Certosini, Veronica spicata ed il bianco Asfodelo. E' anche possibile l'incontro con l'Astro di Virgilio e la bella Pulsatilla che vive nei prati aridi ed assolati, accanto alle Inule.

Un'ultima sosta all'ombra del "Roccolo del Prete" e poi "felici e contenti..." possiamo avviarci verso casa.

Significativi i reperti, attribuiti al periodo Paleoveneto, scoperti il secolo scorso accanto alla Chiesa e verso le colline circostanti, costituito da "orci" e "olette" ed altro materiale in terracotta, che possiamo ammirare nel Museo di bassano.

Partenza:

L'avvio avviene accanto alla piccola e graziosa Chiesa di S. Lorenzo. L'antica costruzione, a pianta rettangolare e di stile neoclassico, subì varie modifiche nel corso dei secoli.. Tuttora ospita pregevoli dipinti di G. Apollonio ed il trittico di G. Manzoni "Il martirio e la glorificazione di S. Lorenzo". Liedolo fu per molti secoli comune indipendente, unito a S. Zerione solo in epoca napoleonica. Oltre ai già citati reperti paleoveneti rinvenuti sul colle, qui vennero trovati anche reperti di epoca romana. Tutto il materiale archeologico è ora custodito presso il Museo Civico di Bassano del Grappa.

Sambuco

Segnali 1-3:

Dal segnale nr. 1, procedendo verso nord sulla strada asfaltata, si giunge dopo 250 metri al Ponte S. Lorenzo (dove il lavoro di pulitura e di manutenzione del sito da parte dei volontari si fa arduo per l'uso della scarpata a discarica abusiva). Subito dopo il ponte una serie di sambuchi, ippocastani, platani, olmi, pioppi, aceri ed un bellissimo esemplare di corniolo danno i1 loro benvenuto al visitatore, mentre proseguendo, sulla sx., scavata nell'arenaria classica di questi colli (sabbie marine cementatéci qualche milione di anni fa), si incontra una sorgente d'acqua a tutt'oggi potabile. Sulla finestrella si può osservare la Capelvenere, una delicatissima felce: Dopo altri 150 metri circa, sulla sx., tra qualche piccolo affioramento di argilla nera, si i nizia la salita del colle.

Corniolo

Segnali 3-5:

Procedendo con calma si può assaporare la presenza di splendidi esemplari di Biancospino, Orno, Betulla, Carpino nero, Rovere. Inoltre, l'attento osservatore potrà notare la piantumazione di essenze assolutamente estranee ai luoghi, come cipressi, tuie, varie specie di pino e altro: questo caos botanico ha contribuito a soffocare i molti olivi secolari qui presenti. Ci si può a questo punto chiedere: è giusto continuare l'opera di chi ha posto dimora le piante d'olivo e i castagni un tempo maestosi o permettere che vegetazione infestante o artificiale prenda il sopravvento. Prima di giungere alla prima piazzola di sosta situata accanto ad una croce di ferro, si possono osservare un centinaio di esemplari di Ontano cordata, le cui foglie ricordano il pero: è certamente inconsueta questa presenza nel Veneto, dove è invece comune ed indigeno l'Ontano nero. Dalla croce si giunge a vedere la più orientale cima del Collalto (v. sentiero nr. 3).

Biancospino

Segnali 5-7:

Il tratto qui è dapprima in salita, poi pianeggiante. Nella stagione giusta, in primavera, lungo il sentiero possono essere ammirate e fotografate diverse specie di orchidee (siamo certi che nessuno le raccoglierà): l'Orchidea screziata, il Nido d'uccello, l'Orchidea militare, la Cephalantera bianca, I'Ofridc apifera, I'Ofride di Bertoloni, e molte altre. Comuni anche il Ciclamino, diverse specie di Iperico, e moltissime altre preziosissime piantine, che affidiamo al rispetto di tutti. Qua e là crescono le molte essenze legnose indigene, come le betulle, i pioppi tremuli, i salici, gli aceri e i viburni, che si fondono nel profilo del colle con le già citate piantumazioni effettuate dall'uomo. Si procede nel bosco costeggiando frequentemente camminamenti militari della Grande Guerra, tra corti rifugi e postazioni di difesa o d'osservazione.

Betulla

Segnali 7-11:

Tra carpini neri, betulle e ciliegi selvatici, comincia a farsi notare qualche ceppo di castagno secolare e qualche tronco di "marronaro" gigante che rappresentava una sicura fonte di sostentamento e di vita per l'uomo. Si notino anche gli esemplari più importanti di rovere e roverella. Si giunge quindi al segnale nr. 11, dove la pianura verso i Colli Berici e gli Euganei appare vasta e bellissima, mentre sulla dx., sul ciglio del colle, si notano ancora vecchie postazioni militari.

Roverella

Segnali 11-13:

L'effetto paesaggistico si fa veramente rilevante: il Grappa, le Piccole Dolomiti e le Prealpi Venete coronano e impreziosiscono il panorama. Proprio sopra il segnale nr. 12 stanno un Carpivo bianco e un Carpivo nero, dal cui confronto ravvicinato ben si colgono le differenze. Sotto il Carpivo bianco del vecchio impianto di uccellagione (roccolo) possono essere ammirate piantine di Tanaceto corimboso, Bocca di lupo, Globularia e altre essenze. Si giunga infine al segnale nr. 13, a ridosso del comune di Mussolente che si mostra con un bellissimo uliveto): ad ovest vi sono i colli di Romano. Bassano e Marostica. Tra cinque cipressi termina il percorso andata.

Castagno

Segnali 13-18:

Si ritorni sui propri passi e al segnale nr. 14 si volti a dx. Raggiunto il segnale successivo, si ammiri, sulla sx., un esempio importante di "amore boschivo": un Carpino nero vive abbracciato ad una Roverella. Sembra un gesto affettuoso e convinto, determinato, un invito, forse, ad un abbraccio universale... Inizia la discesa verso sud attraverso un prato arido. ricchissimo di specie botaniche che vanno dall'Eringio 'al Camedrio. In ogni stagione, tra il violetto del Timo serpillo ed il bianco della "Regina dei prati" la Filipendula qui è possibile fotografare una grande varietà di fiori. Attenzione, però, ad evitare il calpestio fuori dal sentiero. Si .giunge quindi, superati i segnali nr. 17 e 18, verso la fine del percorso. Rimane da osservare il "prato del Prete", dove sopravvive un secondo impianto di uccellagione. Vale la pena di voltarsi per un ultimo saluto al bosco del Col S. Lorenzo, prima di tornare al punto di partenza presso la chiesa.

Ontano Nero

 

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